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Bari, quando la fabbrica è connessa alla “rete”: alla scoperta dell’industria 4.0

BARI – Immaginate una fabbrica in cui grazie a internet tutti i reparti sono costantemente monitorati, si accumulano e analizzano all’istante enormi volumi di dati ed è possibile intervenire in tempo reale sull’andamento dei lavori.É la cosiddetta “Industria 4.0”, un nuovo modo di produrre basato sulle più avanzate innovazioni informatiche, sbarcato anche a Bari da un paio d’anni grazie al consorzio di aziende “Net4industry”.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Il termine fu coniato nel 2011 durante l’importante fiera di Hannover e indica un insieme di novità talmente straordinarie da essere conosciuto anche come “quarta rivoluzione industriale”. Il progresso sta infatti mandando in soffitta la terza rivoluzione, sviluppatasi dagli anni 70 in poi con l’ingresso nelle imprese delle prime tecnologie dell’informazione e della comunicazione, succeduta a sua volta alla seconda (avviata nel 1870 dall’avvento dell’energia elettrica) e alla prima (iniziata nel 1784 con l’invenzione della macchina a vapore).Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

I cambiamenti riguardano essenzialmente gli stabilimenti, laddove tutti gli apparecchi, interconnessi grazie alla rete, possono così essere sorvegliati attraverso un semplice tablet o dallo smartphone. In tal modo si ha una visuale “panoramica” sull’efficienza di ciascuno di essi anche a distanza ed è più facile prevedere eventuali guasti.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ma gli effetti si notano anche nella vita quotidiana, più di quanto si possa pensare. Per esempio lo stato di salute di un autobus può essere controllato installando dei sensori sul mezzo: eventuali anomalie nei dati raccolti permettono di effettuare le giuste riparazioni, senza aspettare che il veicolo vada fuori servizio. Stessa cosa per i marchingegni sanitari degli ospedali, la cui rottura e i conseguenti disagi per i pazienti possono essere scongiurati sul nascere.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.
Si tratta di una produzione “intelligente”, che per essere attuata richiede però notevoli competenze. Ecco perchè è nato il consorzio: ne fanno parte Technosec, start up che mette a disposizione le conoscenze informatiche, De.Ol., Icosystems e De Palma Thermofluid, che si occupano del lato ingegneristico e infine Des e Des Service, spin-off del Politecnico di Bari, dediti alla diagnostica dei sistemi meccanici.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Ben sei realtà del capoluogo pugliese dunque, desiderose di mettere in comune le proprie potenzialità. E non poteva essere altrimenti. «Per piccole aziende come le nostre sarebbe impossibile emergere da sole», spiega Danilo De Palma, titolare della Icosystems e coordinatore del progetto. «Possiamo dar vita a software che monitorano il funzionamento dei macchinari – gli fa eco Marco Pennelli, proprietario della Technosec -, ma per farlo dobbiamo essere supportati da nozioni di meccanica a noi “esterne”».Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

Un vero e proprio “salto nel futuro”, che però stenta a concretizzarsi. A parte qualche studio di fattibilità in corso, richiesto da noti stabilimenti della zona industriale, la clientela latita: una situazione singolare, visto che per gli enti che scelgono di investire nell’industria 4.0 sono previste attraenti agevolazioni fiscali.Notizia pubblicata sul portale barinedita.it e di sua proprietà.

«Al Nord e in Europa la rivoluzione sta prendendo gradualmente piede – conclude De Palma -. Gli imprenditori meridionali invece non hanno ancora idea della complessità e dei vantaggi che ci sono in ballo. A loro interessa semplicemente realizzare un determinato quantitativo di prodotti a fine mese: sono ancora all’oscuro di come la tecnologia possa renderli veramente competitivi».

Articolo tratto da: BARINEDITA

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